Credo sia la prima volta che uso il blog per qualcosa di *veramente* personale, anche se non sono OT, visto che parlo della società italiana, di noi esseri umani che componiamo questo fantastico puzzle di italica stirpe. Occhio, chi mi conosce mi leggerà come MAI mi ha letto prima, qualcuno apprezzerà, qualcun'altro meno...
Se non apprezzerete, in primis fatemelo sapere, poi: sorry, that's life.
Soprattutto, scrivo a briglie sciolte, avvelenato, disilluso e con poche speranze di cambiamento in questo popolo. Mi ci metto io, prima di tutti, mi ci metto anche io in questi comportamenti e atteggiamenti.
Ho le palle piene del paese dei campanili, del campanilismo, dell'individualismo, dell'idea che - cazzo - ognuno di noi sia convinto intimamente di essere *profondamente* meglio del prossimo, di chiunque.
Dico basta all'idea "io sono meglio di te", ognuno per sè, e del Bari merda, Pisa merda, Livorno merda, Roma merda, Napoli merda e così via. Siamo italiani, tutti, mettiamocelo in testa. Uniamoci, coalizziamoci, abbiamo gli stessi problemi le stesse esigenze e le stesse capacità.
Qui facciamo campanilismo anche per il quartiere in cui si abita (vedi pariolini, vedi trasteverini, etc...): MA CHE CAZZO!
Lavoratori, studenti, disoccupati, cazzeggiatori, mafiosi e anarcoinsurrezionalisti: UNIAMOCI.
Mi sono rotto di chi parla e parla lamentandosi di questo o quello quando, alla prima occasione, non fa nulla cazzo NULLA per cambiare l'ordine delle cose ed è in continua contraddizione con ciò che afferma quando si lamenta.
Mi sono rotto del paese della doppia faccia, del doppio gioco, del piede in due staffe, che con una mano ti stringe la tua, ti guarda e ti dice "ciao amico", ma con l'altra è pronto a pugnalarti, magari alle spalle che gli viene meglio. Siamo il paese dell'eterno sorriso, delle mezze verità e del "teniamoci buoni tutti, tante volte ci dovessero servire". Mai una presa di posizione, mai un NO!, secco, deciso, chiaro. Solo vaghe idee, programmi non scritti, contratti sulla fiducia e così via.
Mi viene il vomito quando penso ai colloqui fatti in cui non mi si chiede nulla di tecnico, in cui la professionalità vale meno della cravatta che indossi o meno, ma in cui l'interlocutore vuole solo capire se sei o no un duro, uno stronzo, uno che è disposto a metterlo al culo al prossimo, e, credetemi, sono fiero ma incazzato quando so che l'esito del colloquio è "non sei abbastanza STRONG".
E mi sono anche rotto dei colloqui in cui gli avvoltoi cercano solo e soltanto carne fresca da macellare, ragazzi con l'acqua alla gola o con poche speranze, per proporgli le peggio schifezze e per schiavizzarli come se fosse naturale. Schiavi a progetto. Un guaio per la nostra economia e per le nostre aziende, chissà che un giorno lo capiranno. Ma tanto qui è tutto un fotti e fuggi, ruba il più possibile e scappa col bottino.
Basta con gli amici degli amici degli amici, che - cazzo - solo se conosci e sei conosciuto o solo se conosci o sei figlio di amici puoi fare qualcosa - QUALUNQUE COSA!!
La bravura, le competenze, la professionalità??? Spiacente bello, ce ne sbattiamo, qui non le calcoliamo. O sei figlio dell'amici o con noi non ci stai. Se ci vuoi stare, zitto e pedala. Soprattutto: zitto.
Basta col lavoro fatto tanto per fare, tanto ci pagano e chissenefotte. Basta col lavoro da fare entro ieri, che non c'è tempo, che la scadenza è passata, facciamo quello che possiamo basta che funzioni, tutto all'ultimo momento, manco fossimo a Scommettiamo Che. Si, il lavoro è *solo* lavoro, ma per carità una dignità un giorno m'hanno informato che la possiedo.
Basta con le aziende che ti sbattono dove gli pare e ti lasciano a fare la muffa, e fosse per loro manco saresti un loro dipendente. Ti chiamano risorsa, ma è solo una stronzata. Una delle tante ipocrisie con le quali hanno riempito la nostra vita. A loro servi solo a fine mese, quando gli comunichi il totale di ore svolte presso il cliente.
Non ne posso più del paese dell'eterna doppia fila, di chi in auto non fa passare te pedone sulle strisce pedonali e ti guarda con lo sguardo da duro come per dire "nun ce provà".
E basta, basta con quel cazzo di papa che si sveglia la mattina col prurito sulla lingua e dal suo comodo balcone si permettere di indicarci la retta via, si permette di accusare, si permette di fuorviare, si permette di CONDANNARE.
La religione, paparazzo, è un'altra cosa. Dio, paparazzo, è un'altra cosa.
E non c'entra nulla, ma proprio nulla, con te nazista biancovestito che *nulla* sa della vera vita.
Non ne posso più del paese che per metà vota Berlusconi e per metà è costretto a votare un mucchio di stronzi senza midollo che hanno fatto i fighi per 5 anni (ma manco tanto) e adesso si stanno dimostrando della stessa identica pasta dei loro predecessori. Immobilismo. Non cambierà mai nulla. Ma a loro conviene così, non diciamolo in giro. Viva la poltrona. Della gente: chissenefotte.
Non ne posso più del popolo che passa col rosso al semaforo, il giorno dopo ti guarda storto e ti dice "sei passato col rosso al semaforo, stronzo!!".
Ora che mi sono sfogato sto meglio, da domani continuerò ad essere la solita pecorella che sparerà qualche frecciata quotidiana, nel suo piccolo recinto; qualche vignetta, qualche frase estratta dalle notizie assurde che ci bombardano tutti i giorni, ma tanto ormai neppure più le leggiamo.
Che differenza c'è tra 300 morti in Iraq, tra i soldi sprecati in "missioni di pace", tra 2 bambini seviziati in Italia, tra l'ennesimo lavoratore morto sul proprio posto di lavoro, tra il politico di turno che dice "risaniamo il meridione", tra la velina che la fa vedere gratis perchè così le pagano l'esclusiva, tra l'informazione censurata? Chi lo sa, ditemelo voi.
Da domani ritorno nel mio steccato colorato, tappezzato di ipocrisie, e farò solo "beeee".